martedì 1 agosto 2017

Vita.it - Adozioni internazionali, ecco come è andato il 2016




Vita.it - Adozioni internazionali, ecco come è andato il 2016

Articolo da vita.it

http://www.vita.it/it/article/2017/01/10/adozioni-internazionali-ecco-come-e-andato-il-2016/142083/
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Postato da Blogger su Con il cuore ad Oriente il 8/01/2017 11:06:00 AM

Vita.it - Adozioni internazionali, ecco come è andato il 2016

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lunedì 20 giugno 2016

UNA GRAVISSIMA SICCITÀ HA COLPITO IL VIETNAM

L'agenzia umanitaria dell'Unione Europea avverte che 1 milione di persone sono a rischio fame e 2 milioni non hanno accesso all'acqua potabile

Una gravissima siccità ha colpito il Vietnam


In  Vietnam, 1 milione di persone ha urgente bisogno di assistenza alimentare mentre 2 milioni non hanno accesso all’acqua potabile a causa di una grave siccità causata dal fenomeno atmosferico El Niño. 
Si tratta della peggiore siccità nel paese degli ultimi 90 anni che, combinata all'eccessiva penetrazione di acqua salata nel delta del fiume Mekong, ha distrutto le coltivazioni di frutta, riso e zucchero di quello che era il terzo esportatore mondiale di riso dopo India e Thailandia.
“L’interruzione delle precipitazione ha colpito i mezzi di sostentamento, la sicurezza alimentare e l’accesso all’acqua potabile dei vietnamiti”, ha dichiarato Christos Stylianides, commissario dell’Unione Europea per gli aiuti umanitari e la gestione delle crisi.
Il ramo umanitario dell’Unione, l’Echo, erogherà 2 milioni di euro in fondi di emergenza.
“Questo contributo da parte dell’Ue aiuterà a fornire assistenza salvavita alle famiglie colpite in un momento critico, assicurando che le loro necessità di base siano soddisfatte”, ha aggiunto Stylianides.
L’acqua salata del mare è penetrata nel delta del fiume Mekong più profondamente del solito, circa 25 chilometri in più delle medie annuali.
“Anche se il governo ha preso delle misure tempestive e lanciato alcune iniziative preventive, le dimensioni del disastro hanno superato le previsioni, andando oltre la capacità locale di reazione”.
Le previsioni del tempo hanno avvertito della possibilità che La Niña, la controparte del Niño, porti intense piogge sul Vietnam nella seconda parte del 2016.

mercoledì 18 febbraio 2015

Cardinale di Hanoi: Le sofferenze hanno reso più forte la Chiesa del Vietnam





Per mons. Pierre Nguyên Văn Nhon la creazione cardinalizia è segno della “volontà di papa Francesco di far conoscere le Chiese lontane”. Attraverso le difficoltà i cattolici hanno costruito una fede “ogni giorno più forte, più solida”. Il porporato invita a “annunciare” con “sempre maggior vigore” il Vangelo. E chiede ai cattolici di tutto il mondo di “pregare per noi”. 


Città del Vaticano (AsiaNews) - La creazione cardinalizia dell'arcivescovo di Hanoi "manifesta la volontà di papa Francesco di far conoscere le Chiese che sono molto lontane, ma che sono anch'esse egualmente parte della Chiesa di Cristo". Ma soprattutto, è anche il segnale della "attenzione" del pontefice per le realtà "che hanno molto sofferto in passato, ed è proprio grazie a queste sofferenze che la fede è diventata ogni giorno più forte, più solida". Con queste parole il card. Pierre Nguyên Văn Nhon, arcivescovo di Hanoi, ha commentato ad AsiaNews la sua nomina cardinalizia - 20 nuovi porporati, di cui tre provenienti dall'Asia - nel concistoro dello scorso 14 febbraio. Una giornata di festa per i cattolici del Vietnam, alcuni dei quali presenti nell'atrio dell'Aula Paolo VI in Vaticano per salutare e rendere omaggio al neo porporato.

Il card Pierre Nguyên Văn Nhon è nato il primo aprile 1938 a Da Lat. A 11 anni entra nel seminario minore di Saint Joseph a Saigon (oggi Ho Chi Minh City), frequentando poi il Pontificio collegio San Pio X a Da Lat per gli studi filosofici e teologici. Ordinato sacerdote il 21 dicembre 1967, ha insegnato al seminario minore di Da Lat, quindi è divenuto rettore del seminario maggiore. Il 19 ottobre 1991 Giovanni Paolo II lo nomina vescovo coadiutore della diocesi, l'ordinazione episcopale è del 3 dicembre. Dal 2007 al 2013 è presidente della Conferenza episcopale vietnamita. Promosso coadiutore dell'arcivescovo di Hanoi il 22 aprile 2010, il 13 maggio succede a mons. Joseph Ngô Quang Kiêt in seguito alla rinuncia al governo pastorale.

In questi anni egli ha cercato di mediare con le autorità comuniste di Hanoi, spesso protagoniste di violenze, abusi se non addirittura persecuzioni verso la comunità cattolica locale. Il porporato in un primo momento è stato accusato di mantenere una linea fin troppo morbida e conciliatoria verso le autorità; in realtà egli ha sempre difeso il principio della libertà religiosa ed è intervenuto con forza nelle controversie che hanno riguardato il possesso dei terreni e le proprietà della Chiesa, o gli attacchi contro la diocesi di Vinh.

"Il Vietnam è povero, si può dire che ancora oggi nel Paese manchi di tutto" racconta il neo cardinale, il quale aggiunge però che "una cosa è certa, in Vietnam non manca la fede e quando si ha la fede si possiede tutto ciò che serve davvero". "Noi siamo molto felici di fare parte della Chiesa di Cristo - prosegue l'arcivescovo di Hanoi - e intendiamo far conoscere con sempre maggior vigore il Vangelo, percorrere il cammino della Nuova evangelizzazione e annunciare la Buona Novella agli altri".

In tema di libertà religiosa e di abusi contro la comunità cattolica il porporato afferma che "è necessario stare in Vietnam, essere sul posto, solo così si può davvero capire cosa significhi". E aggiunge che "se si guarda dall'esterno, non si riesce a capire bene la situazione". Ai cattolici di tutto il mondo chiede però di "pregare per noi", perché "possiamo condividere la nostra fede con un numero sempre più crescente di persone".

In Vietnam, nazione di circa 90 milioni di abitanti in larga maggioranza buddisti (48%), i cattolici sono il 7% circa della popolazione; quasi il 20% gli atei o le persone che non professano una particolare fede. L'arcidiocesi di Hanoi comprende una popolazione di oltre 5,6 milioni di persone, i cattolici sono 350 mila circa .

Fonte : http://www.asianews.it/

Nepal, cellulari in regalo ai saggi nudi "Naga Baba" per diffondere messaggi di laicità e tolleranza
























































Maestri indù nudi si riuniscono in nome del dio Shiva. Un milione di persone sono attese al tempio di Pashupatinath a Kathmandu. I saggi nudi renderanno famosi i templi nepalesi. Lo scorso anno ai saggi era stato chiesto di manifestare contro la laicità, al contrario di quest'anno.


Kathmandu (AsiaNews) - Centinaia di saggi nudi "Naga Baba" si riuniscono oggi nella capitale nepalese per festeggiare lo Shivaratri, l'anniversario della nascita della divinità indù Shiva. Ai santoni sono stati regalati per la prima volta dei telefoni cellulari, per diffondere messaggi di laicità e tolleranza religiosa durante le loro peregrinazioni.

Le celebrazioni in omaggio al dio Shiva avranno luogo anche in India e in altri Paesi indù e in Nepal la più grande manifestazione si svolgerà al tempio di Pashupatinath a Kathmandu, dove si raccoglieranno un milione di persone.

"Questi Naga Baba rappresentano la più importante fonte di collegamento tra indù, non indù e altri gruppi religiosi in Nepal e India", sostiene Dayananda Saraswati - capo dei santoni nudi al tempio di Doleshor (nella valle di Kathamndu) - dal momento che i saggi viaggiano molto in entrambi i Paesi e incontrano migliaia di persone lungo il loro cammino.

 Molti indù non sanno che il Nepal è un Paese laico e i telefoni cellulari "possono aiutare a diffondere un messaggio di laicità e insegnare alle persone la solidarietà religiosa [di cui] il Paese ha bisogno ", continua Saraswati. Egli è anche convinto che i maestri nudi contribuiranno a rendere più famosi tra i devoti i templi nepalesi.

Uno di questi Naga Baba incontrati al tempio di Pashupatinah, Nagbir Baba, proveniente da Himanchal in India, è contento dell'accoglienza ricevuta in Nepal ma ammette "di non avere una borsa per mettere il cellulare". "Noi siamo Naga Baba e non indossiamo vestiti. Quindi non abbiamo tasche o borse dove poter tenere il telefono", sostiene il maestro mentre mostra il telefono dentro la sacca per l'elemosina. "Lo scorso anno ci hanno chiesto di protestare contro la laicità e di richiedere il ripristino dell'induismo", aggiunge, "ma quest'anno sappiamo che la solidarietà religiosa e il rispetto delle minoranze è la scelta migliore e la laicità è un bene per il Nepal".

In tema di solidarietà religiosa, Gyanpur Naga Baba, un altro santone di Haridwar in India, afferma che tutte le persone vogliono il rispetto, la libertà e una vita dignitosa, quindi "tutti i gruppi minoritari in Nepal devono godere di uguali diritti e devono essere liberi di professare il loro credo. Dobbiamo promuovere la solidarietà religiosa e l'armonia in tutto il mondo".

Più di 5mila Naga Baba sono arrivati dall'India nei giorni scorsi e gli organizzatori della manifestazione religiosa prevedono l'arrivo di almeno un milione di fedeli al tempio. I santoni saranno rifocillati, rimborsati delle spese e ospitati per la notte.

In base al programma, nel pomeriggio di oggi sono attesi anche il presidente del Nepal Ram Baran Yadav, il primo ministro Shushil Koirala e il deposto monarca Gyanendra Shaha.

Fonte : http://www.asianews.it/